giovedì 26 maggio 2011
La Svizzera stoppa il nucleare
Forse dopo aver letto il mio post precedente, la Confederazione Svizzera ha deciso di effettuare la svolta sul nucleare.
O piu' probabilmente lo ha deciso dopo una seria analisi della situazione energetica mondiale, dopo una valutazione dei rischi e dei benefici legati allo sfruttamento delle diverse fonti energetiche, dopo una lettura dei dati ufficiali, dopo uno sguardo attento a cio' che il Giappone sta vivendo in questi mesi e dopo le imponenti manifestazioni pacifiche di Döttingen, nei pressi della centrale di Beznau, dello scorso fine settimana.
Le centrali esistenti funzioneranno fino al loro "esaurimento naturale", ma non saranno sostituite e non verranno costruite nuove centrali. L'ultima centrale, quella di Leibstadt, si spegnerà nel 2034. Da ora in poi tutti, governo federale, cantoni, aziende e privati cittadini dovranno infondere il massimo impegno in direzione delle fonti energetiche rinnovabili.
Come ospite della Confederazione Elvetica la notizia mi rende felice e fiducioso di fronte all'ennesima conferma di quanto la politica in questo paese sia civile, democratica, preparata e coraggiosa. La ex Presidente e attuale Ministro dell'energia Doris Leuthard ha dichiarato che "un governo deve governare, cioè prendere decisioni per il bene del Paese". Una frase ovvia, scontata per chi vive qui da sempre.
Come cittadino italiano la reazione è per l'ennesima volta di rabbia. Mi chiedo quando accadrà che saremo rappresentati da persone in grado di pronunciare queste parole, di rischiare la propria carriera e la propria vita ( immaginate gli interessi che stanno dietro alla realizzazione di una centrale nucleare e quali potrebbero essere le ritorsioni ) per fare fino in fondo la cosa piu' giusta per il bene del proprio popolo e non di un gruppetto di viscidi amici milionari.
L'Italia sta affrontando la strada del nucleare proprio quando i Paesi piu' avanzati del mondo stanno cambiando rotta. Ci sono due strade: accettare di non fare piu' parte, e da molti anni, della lista di quei Paesi e rassegnarci a condividere in futuro le scelte e i destini delle Nazioni da cui provengono i disperati che approdano sulle nostre spiagge, oppure cambiare radicalmente rappresentanza politica.
Non resta che il referendum, a mio avviso l'unica ancora di salvezza che è rimasta agli italiani di fronte a questo governo di incapaci e corrotti; unico strumento per dire legittimamente la nostra opinione a chi si prende gioco di noi. Il fatto che il governo stesso stia tentando in tutti i modi di boicottarlo non è che un motivo in piu' per andare a dire quello che pensiamo.
g
martedì 10 maggio 2011
Battaglia...Nucleare!
Qualcuno che abbia studiato all'università di Modena dovrebbe spiegarmi dove e cosa insegna il prof. Franco Battaglia, nuclearista convinto ( e fin qua, con un po' di tolleranza, ci puo' pure stare... ), autore di un testo con un titolo che parla da sé ( "L'illusione dell'energia dal sole", prefazione di Silvio Berlusconi ) che, ospite alla trasmissione Annozero e travestito da Ciccio Graziani, ha detto delle cose irripetibili, degne dei revisionisti dell'olocausto, del tipo: "La decisione di eliminare la legge in modo tale che non si faccia il referendum [ sul nucleare ndr ] è una scelta molto oculata", oppure "Le cosiddette energie alternative, eolico e fotovoltaico, sono una colossale frode" sostenendo infatti che "il sole non brilla 24 h su 24h !!!" e infine che, proprio per questo motivo "il fotovoltaico incide nel mondo per lo 0,001%". Ma ecco la migliore: "I fatti di Chernobyl dimostrano che il nucleare è la tecnologia piu' sicura che c'è".
Ora, è sufficiente avere fatto la terza elementare per capire che cio' che sostiene questo signore è una teoria non scientifica, ma legata a degli interessi ( che sono evidentemente enormi ); sempre che, per esserne convinti, non si preferisca andare a gustarsi le foto e i filmati delle persone, animali e piante deformati dalle radiazioni di Chernobyl, oppure i recentissimi reportage da Fukushima, in cui si vedono le mucche e i cani che muoiono di fame a pochi km dalla centrale, in un territorio abbandonato da ogni essere umano, avvolto in un'atmosfera spettrale.
Ma senza insistere sull'analisi di un delirio interessato, passiamo a quelli che secondo me sono i punti veri della questione:
Si discute sempre della questione della sicurezza delle centrali nucleari. Ovviamente è una questione fondamentale. Personalmente mi sento infinitamente piu' sicuro adesso, con una centrale francese, tedesca o svizzera a 1 km da casa, rispetto a vivere con la consapevolezza che a Roma o a Milano o a Napoli si sta realizzando una centrale, magari riciclando le tecnologie vecchie dei francesi e affindando la costruzione ( e appunto la nostra sicurezza ) a qualche bella impresa di Casal di Principe.
Il Giappone non è l'Italia; non è neanche la Francia. Ci sono stato, due volte. I Giapponesi sono delle macchine, sono ossessionati dalla perfezione e dalla sicurezza, dal funzionamento, dall'efficienza. Lavorano sempre, migliorano sempre, è la loro "religione" ( kaizen ). Il Giappone è un paese infinitamente piu' avanzato e disciplinato della nostra Italia degli appalti truccati e della sabbia di mare nei pilastri. Qualsiasi sia il grado di sicurezza raggiungibile da una centrale nucleare, la drammatica storia di Fukushima dimostra inequivocabilmente che in caso di incidente ( e gli incidenti, ahimè, ci sono sempre ) la nostra vita è compromessa, quella dell'acqua e dei prati, degli animali, delle piante e quindi di nuovo la nostra.
Nessuno parla mai delle scorie. Saro' distratto, forse mi sono perso tutti i dibattiti e gli articoli di giornale che parlano di dove vanno a finire le scorie. E' come se stessimo vivendo tutti in una casa senza water e nessuno si ponesse per anni il problema di dove defechiamo. Penso che sono problemi da porsi, prima possibile.
Perchè nessuno ci racconta dove vengono stoccate le scorie francesi, che passano regolarmente in territorio italiano, in val di Susa? Non è che senza saperlo abbiamo sotto il naso, ovviamente senza saperlo, siti di stoccaggio di scorie francesi o di altri paesi? Ma se non le abbiamo noi, chi le ha? A pensarci bene, qualcuno le deve avere, sicuramente. E sono pericolose per sempre. ( Si stima che le scorie nucleari mantengano un grado elevato di pericolosità per circa 1 milione di anni ).
Il punto piu' interessante pero' a mio avviso è un'altro: per una serie di motivi e per merito di cittadini che nel 1987 avevano una visione decisamente piu' lungimirante dei mediocri amministratori che ci ritroviamo da 50 anni, l'Italia ha votato contro il nucleare, legittimamente, attraverso un referendum. Abbiamo una posizione di vantaggio rispetto a tutti gli altri paesi che hanno ottusamente investito sul nucleare e si stanno pentendo di averlo fatto. L'Italia deve puntare sulle energie alternative, perchè non ha alternative! Iniziare con il nucleare adesso è una scelta strategica stupida e rischiosa. L'Italia ha l'occasione di diventare leader mondiale nel settore energetico, proprio perchè non è legata al nucleare e potrebbe permettersi di investire su ricerca e innovazione in un settore sicuro, immediato, senza rischi. Ovviamente ponendosi tutte le domande del caso ( gestione degli impianti, eventuali scorie, problemi di copertura totale del territorio, ecc.. ) e dando delle risposte.
Non c'è niente di piu' bello, affascinante, avvenieristico, ecologico, economico, di una pala eolica. Come fecero gli olandesi o gli spagnoli del 1200 che riempirono i prati di mulini a vento, modificando per sempre il loro bellissimo territorio attraverso degli elementi "tecnici", che nel tempo sono diventati dei manufatti degni di essere tutelati, cosi dovremmo avere il coraggio di fare noi italiani. Non si capisce perchè sia tollerabile ogni sorta di costruzione abusiva a 1 metro dal mare lungo le nostre ( un tempo ) magnifiche coste, ogni svincolo inutile su cui far viaggiare i tir dell'est europa, ogni orripilante palazzina speculativa sulle colline abruzzesi, mentre sia uno scempio piantare un "albero" di metallo bianco che produce energia gratuita!
Fermiamo il nucleare sul nascere!
g
martedì 3 maggio 2011
E chi è Pouillon?
Il bellissimo week end a Marsiglia è servito tra le altre cose a conoscere per la prima volta un architetto di cui avevo solo sentito parlare, Fernand Pouillon.
Lo nomina spesso Luigi Snozzi, ma ho sempre pensato che fosse uno dei suoi tanti amici, che cita ripensando a qualche chiacchierata o conferenza o serata passata assieme in qualche angolo del mondo. Si tratta in realtà di un'architetto, intellettuale e scrittore di grandissma qualità, maestro della costruzione in pietra, capace di realizzare edifici di incredibile bellezza e forza anche in città e contesti complicati, come Algeria e Iran.
Gli edifici del Vieux Port, del quartiere La Tourette e soprattutto la biblioteca dell'università Saint Charles, pur essendo contemporanei, si inseriscono perfettamente nel tessuto della "monocromatica" città della Provenza, facendosi impercettibilmente notare attraverso il loro rigore e la loro sobrietà. Sicuramente un'opera, quella di Pouillon, da approfondire in futuro. Ho trovato per ora soltanto una pubblicazione, Electa Moniteur, a cura di Bernard Félix Dubor.
Mi chiedo come sia possibile che uno studente di architettura a Venezia possa trascorrere 5 o 6 anni senza sentire nominare mai architetti come Pouillon e sia contemporaneamente costretto da improbabili insegnanti ( o dai loro figli !!! ) a studiare o copiare progetti di architetti di dubbie importanza e qualità, spacciati per geni.
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Lo nomina spesso Luigi Snozzi, ma ho sempre pensato che fosse uno dei suoi tanti amici, che cita ripensando a qualche chiacchierata o conferenza o serata passata assieme in qualche angolo del mondo. Si tratta in realtà di un'architetto, intellettuale e scrittore di grandissma qualità, maestro della costruzione in pietra, capace di realizzare edifici di incredibile bellezza e forza anche in città e contesti complicati, come Algeria e Iran.
Gli edifici del Vieux Port, del quartiere La Tourette e soprattutto la biblioteca dell'università Saint Charles, pur essendo contemporanei, si inseriscono perfettamente nel tessuto della "monocromatica" città della Provenza, facendosi impercettibilmente notare attraverso il loro rigore e la loro sobrietà. Sicuramente un'opera, quella di Pouillon, da approfondire in futuro. Ho trovato per ora soltanto una pubblicazione, Electa Moniteur, a cura di Bernard Félix Dubor.
Mi chiedo come sia possibile che uno studente di architettura a Venezia possa trascorrere 5 o 6 anni senza sentire nominare mai architetti come Pouillon e sia contemporaneamente costretto da improbabili insegnanti ( o dai loro figli !!! ) a studiare o copiare progetti di architetti di dubbie importanza e qualità, spacciati per geni.
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Dead man Osama
Sebbene non riesca a condividere pienamente quello che scrive Michele Dotti sul suo blog del Fatto, intitolando con un pizzico di ipocrisia cattolica il suo post "mio fratello obama", credo che abbia individuato un punto fondamentale di cui oggi nessuno parla; tutto il mondo occidentale, governo e opinione pubblica italiani compresi, sta festeggiando l'uccisione di Osama. Egli è fino a prova contraria il capo, il riferimento di una delle piu' note organizzazioni terroristiche del mondo, al-Qāʿida ed è accusato di aver guidato il piu' importante attentato della storia del mondo occidentale. Sembra quindi ovvio che tutti noi che abbiamo visto cadere le Twin Towers e sofferto incredibilmente per quella ferita sociale, umana e culturale dovremmo essere felici.
Ammettendo che veramente le cose siano andate come ci stanno raccontando da anni e ammettendo che Osama Bin Laden esista veramente, cioè esista in quanto capo del terrore mondiale, non si capisce come fanno CIA ed esercito americano ad essere sicuri che sia morto, se non c'è il corpo che dicevano di avere custodito, come non si capisce come facciano a fare il test del DNA senza corpo, ma tornando alla presunta morte si Osama, alcune riflessioni:
- In Italia la pena di morte è stata abolita dal 1944; in momenti diversi è stata abolita anche nella maggioranza delle nazioni occidentali, ci sono diverse organizzazioni internazionali che combattono da decenni per fare in modo che venga abolita anche in USA; la morte di Bin Laden, ammesso che sia davvero avvenuta, è un omicidio compiuto da una organizzazione militare nei confronti di un uomo che non è stato né arrestato né tantomeno processato, esattamente come avviene per colori i quali sono ritenuti colpevoli dai terroristi e quindi "giustiziati" senza processo.
- Non ne esce incredibilmente rafforzata, dal punto di vista simbolico, l'immagine di Osama Bil Laden, "ammazzato" dall'esercito americano che lo trasforma in questo modo in un martire, a mio modo di vedere ancora piu' forte di prima, agli occhi di una organizzazione militare - religiosa che ha senza dubbio già un nuovo capo ed ha trovato ora una nuova, inossidabile ragione di vita? Non è infinitamente piu' debole l'immagine di un uomo arrestato, processato e, se ritenuto colpevole, incarcerato, passando quindi da simbolo della sua ideologia a debole e impotente detenuto per crimini contro l'umanità? Non è questo l'unico modo per l'occidente di dimostrare la propria superiorità, evitando di utilizzare le medesime armi e i medesimi metodi delle organizzazioni terroristiche?
- Mi viene un dubbio. Non è che per caso gli USA attraverso la CIA ed esercito americano hanno colto al balzo l'occasione ghiotta di ottenere due piccioni con una fava, portando a compimento agli occhi dell'opinione pubblica americana il percorso iniziato all'indomani dell'11.09, ottenendo in questo modo il consenso popolare, ed eliminando al tempo stesso un problema, una persona molto scomoda, un uomo che custodiva dentro di se con ogni probabilità delle informazioni che non potevano arrivare agli atti di un processo?
Pare che Obama stia volando nei sondaggi. Personalmente, preferivo l'Obama impopolare...
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Ammettendo che veramente le cose siano andate come ci stanno raccontando da anni e ammettendo che Osama Bin Laden esista veramente, cioè esista in quanto capo del terrore mondiale, non si capisce come fanno CIA ed esercito americano ad essere sicuri che sia morto, se non c'è il corpo che dicevano di avere custodito, come non si capisce come facciano a fare il test del DNA senza corpo, ma tornando alla presunta morte si Osama, alcune riflessioni:
- In Italia la pena di morte è stata abolita dal 1944; in momenti diversi è stata abolita anche nella maggioranza delle nazioni occidentali, ci sono diverse organizzazioni internazionali che combattono da decenni per fare in modo che venga abolita anche in USA; la morte di Bin Laden, ammesso che sia davvero avvenuta, è un omicidio compiuto da una organizzazione militare nei confronti di un uomo che non è stato né arrestato né tantomeno processato, esattamente come avviene per colori i quali sono ritenuti colpevoli dai terroristi e quindi "giustiziati" senza processo.
- Non ne esce incredibilmente rafforzata, dal punto di vista simbolico, l'immagine di Osama Bil Laden, "ammazzato" dall'esercito americano che lo trasforma in questo modo in un martire, a mio modo di vedere ancora piu' forte di prima, agli occhi di una organizzazione militare - religiosa che ha senza dubbio già un nuovo capo ed ha trovato ora una nuova, inossidabile ragione di vita? Non è infinitamente piu' debole l'immagine di un uomo arrestato, processato e, se ritenuto colpevole, incarcerato, passando quindi da simbolo della sua ideologia a debole e impotente detenuto per crimini contro l'umanità? Non è questo l'unico modo per l'occidente di dimostrare la propria superiorità, evitando di utilizzare le medesime armi e i medesimi metodi delle organizzazioni terroristiche?
- Mi viene un dubbio. Non è che per caso gli USA attraverso la CIA ed esercito americano hanno colto al balzo l'occasione ghiotta di ottenere due piccioni con una fava, portando a compimento agli occhi dell'opinione pubblica americana il percorso iniziato all'indomani dell'11.09, ottenendo in questo modo il consenso popolare, ed eliminando al tempo stesso un problema, una persona molto scomoda, un uomo che custodiva dentro di se con ogni probabilità delle informazioni che non potevano arrivare agli atti di un processo?
Pare che Obama stia volando nei sondaggi. Personalmente, preferivo l'Obama impopolare...
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