Il bellissimo week end a Marsiglia è servito tra le altre cose a conoscere per la prima volta un architetto di cui avevo solo sentito parlare, Fernand Pouillon.
Lo nomina spesso Luigi Snozzi, ma ho sempre pensato che fosse uno dei suoi tanti amici, che cita ripensando a qualche chiacchierata o conferenza o serata passata assieme in qualche angolo del mondo. Si tratta in realtà di un'architetto, intellettuale e scrittore di grandissma qualità, maestro della costruzione in pietra, capace di realizzare edifici di incredibile bellezza e forza anche in città e contesti complicati, come Algeria e Iran.
Gli edifici del Vieux Port, del quartiere La Tourette e soprattutto la biblioteca dell'università Saint Charles, pur essendo contemporanei, si inseriscono perfettamente nel tessuto della "monocromatica" città della Provenza, facendosi impercettibilmente notare attraverso il loro rigore e la loro sobrietà. Sicuramente un'opera, quella di Pouillon, da approfondire in futuro. Ho trovato per ora soltanto una pubblicazione, Electa Moniteur, a cura di Bernard Félix Dubor.
Mi chiedo come sia possibile che uno studente di architettura a Venezia possa trascorrere 5 o 6 anni senza sentire nominare mai architetti come Pouillon e sia contemporaneamente costretto da improbabili insegnanti ( o dai loro figli !!! ) a studiare o copiare progetti di architetti di dubbie importanza e qualità, spacciati per geni.
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