martedì 3 maggio 2011

Dead man Osama

Sebbene non riesca a condividere pienamente quello che scrive Michele Dotti sul suo blog del Fatto, intitolando con un pizzico di ipocrisia cattolica il suo post "mio fratello obama", credo che abbia individuato un punto fondamentale di cui oggi nessuno parla; tutto il mondo occidentale, governo e opinione pubblica italiani compresi, sta festeggiando l'uccisione di Osama. Egli è fino a prova contraria il capo, il riferimento di una delle piu' note organizzazioni terroristiche del mondo, al-Qāʿida ed è accusato di aver guidato il piu' importante attentato della storia del mondo occidentale. Sembra quindi ovvio che tutti noi che abbiamo visto cadere le Twin Towers e sofferto incredibilmente per quella ferita sociale, umana e culturale dovremmo essere felici.
Ammettendo che veramente le cose siano andate come ci stanno raccontando da anni e ammettendo che Osama Bin Laden esista veramente, cioè esista in quanto capo del terrore mondiale, non si capisce come fanno CIA ed esercito americano ad essere sicuri che sia morto, se non c'è il corpo che dicevano di avere custodito, come non si capisce come facciano a fare il test del DNA senza corpo, ma tornando alla presunta morte si Osama, alcune riflessioni:

- In Italia la pena di morte è stata abolita dal 1944; in momenti diversi è stata abolita anche nella maggioranza delle nazioni occidentali, ci sono diverse organizzazioni internazionali che combattono da decenni per fare in modo che venga abolita anche in USA; la morte di Bin Laden, ammesso che sia davvero avvenuta, è un omicidio compiuto da una organizzazione militare nei confronti di un uomo che non è stato né arrestato né tantomeno processato, esattamente come avviene per colori i quali sono ritenuti colpevoli dai terroristi e quindi "giustiziati" senza processo.

- Non ne esce incredibilmente rafforzata, dal punto di vista simbolico, l'immagine di Osama Bil Laden, "ammazzato" dall'esercito americano che lo trasforma in questo modo in un martire, a mio modo di vedere ancora piu' forte di prima, agli occhi di una organizzazione militare - religiosa che ha senza dubbio già un nuovo capo ed ha trovato ora una nuova, inossidabile ragione di vita? Non è infinitamente piu' debole l'immagine di un uomo arrestato, processato e, se ritenuto colpevole, incarcerato, passando quindi da simbolo della sua ideologia a debole e impotente detenuto per crimini contro l'umanità? Non è questo l'unico modo per l'occidente di dimostrare la propria superiorità, evitando di utilizzare le medesime armi e i medesimi metodi delle organizzazioni terroristiche?

- Mi viene un dubbio. Non è che per caso gli USA attraverso la CIA ed esercito americano hanno colto al balzo l'occasione ghiotta di ottenere due piccioni con una fava, portando a compimento agli occhi dell'opinione pubblica americana il percorso iniziato all'indomani dell'11.09, ottenendo in questo modo il consenso popolare, ed eliminando al tempo stesso un problema, una persona molto scomoda, un uomo che custodiva dentro di se con ogni probabilità delle informazioni che non potevano arrivare agli atti di un processo?

Pare che Obama stia volando nei sondaggi. Personalmente, preferivo l'Obama impopolare...

g

3 commenti:

  1. Alcuni pensieri scritti velocemente. Il punto fondamentale è proprio questo. Consiglio a tutti di vedere Zeitgeist, in cui la strategia del terrore è spiegata molto bene. Forse sarò paranoico e conspirazionista, ma mi sembra ovvio che l'omicidio di Bin Laden sia frutto di una strategia specifica e finalizzata ad eliminare fisicamente un possibile "pericolo" per gli Stati Uniti. Pericolo. Non nel senso che egli fosse effettivamente pericoloso in termini "terroristici", ma nel senso che avrebbe potuto dare informazioni a dir poco scomode in un eventuale processo. Se l'obiettivo fosse stato veramente quello di indebolire il terrorismo internazionale legato al fondamentalismo islamico, avrebbero fatto in modo di prenderlo vivo, in modo da evitare quello che inevitabilmente accadrà. Ovvero la costruzione di una leggenda, del "mito Osama Bin Laden", ucciso senza processo dagli occidentali cristiani e prepotenti. A me sembrano fin troppo chiari gli interessi in gioco. Gli americani stanno festeggiando con le bandiere al vento, proprio come dopo una partita di calcio vinta dalla nazionale, ma non si rendono conto che da oggi sono un po' meno liberi di prima. Stanno festeggiando l'ennesimo spintone verso una società che sarà sempre più "sicura", ovvero controllata in maniera sempre più ossessiva, una società schedata. Dopo l'11 settembre, i media occidentali, americani soprattutto, ma anche europei, ci hanno letteralmente bombardati con concetti quali terrorismo globale, attacco alla democrazia, fondamentalismo islamico etc. Hanno creato un vero e proprio mostro che ha lasciato la popolazione in preda alla diffidenza, all'angoscia e alla paura di qualsiasi cosa non sia bianca e cristiana. In modo da giustificare maggiori controlli, maggiore inflessibilità, fermezza totale (per non parlare delle guerre create di sana pianta da Bush, ma questo è un discorso a parte). Ora hanno già (ri)cominciato a parlare della vendetta dei terroristi. Allarme terrorismo, così come lanciato dalla CIA. Un dejà-vu? Si aprono le scommesse su dove avrà luogo la prossima invasione USA.

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