martedì 18 ottobre 2011

Er Pelliccia



Finalmente un giornalista ha il coraggio di dire le cose come stanno e di parlare del fenomeno "violenza di Roma" in modo non ipocrita.

Dall'articolo di Barbacetto sul Fatto di oggi emerge proprio quello che a me pare evidente:
la violenza é ormai "alla portata" di una massa di persone molto piu' consistente di quello che si pensa, di giovani, padri, madri che non sopportano piu' di vedere la propria dignità calpestata dalla feccia dell'Italia che é finita in Parlamento.
Il peggio dell'Italia é in Parlamento e ci chiede sacrifici immensi senza farne neanche mezzo.
Le manifestazioni pacifiche vengono conituamente derise.
Le opposizioni sono praticamente immobili e nessun partito politico rappresenza questi milioni di persone avvilite e incazzate.
Il Presidente della Repubblica sembra non avere il potere necessario (o non voler prendersi questa responsabilità) per mettere fine a questo scempio.
Nessuno sembra in grado di dare una svolta e il paese affonda.
La violenza é alle porte ed é ovvio che sia cosi'.

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giovedì 29 settembre 2011

Ministro Mafioso ( La Lega é morta )

Ieri il Parlamento italiano ha votato contro la sfiducia al Ministro delle Politiche Agricole, Saverio Romano, con 315 contro e 294 a favore.

E' IMPUTATO PER ASSOCIAZIONE ESTERNA DI STAMPO MAFIOSO.

Basta leggere o ascoltare cosa racconta Travaglio sul Ministro per capire che, processo a parte, le amicizie mafiose di Romano sono una realtà assodata, da molti anni.

Ma è ancora piu' impressionante, a mio parere, ascoltare lui stesso, il Ministro Romano, come parla e cosa dice durante la sua arringa parlamentare prima del voto.

La Lega ha votato compatta contro la sfiducia.

Di conseguenza, egli continua ad essere il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Repubblica Italiana.

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martedì 27 settembre 2011

Kate Omoregbe



Un giorno come tanti leggo la notizia di una ragazza nigeriana, Kate Omoregbe, che rischia la lapidazione nel caso di un suo ritorno in Nigeria. Vedo che esiste una raccolta firme per la richiesta di asilo politico, indirizzata al Presidente Napolitano e istintivamente la firmo.
Mentre lo faccio visualizzo la scena nella mia mente, una distesa di terra battuta con poche baracche di lamiera, una donna innocente rannicchiata al centro di un gruppo di uomini che lanciano sassate fino a toglierle la vita; penso che sia inaccettabile, che la pena di morte sia assurda ovunque e in qualsiasi forma, in modo particolare questa, la lapidazione, una pratica disumana e agghiacciante.

Dopo un paio di giorni cominciano a fioccare le iniziative, gli articoli, le dichiarazioni, fino al tanto sospirato lieto fine, con Kate immortalata mentre abbraccia il suo salvatore Franco Corbelli e con il Ministro degli affari esteri Frattini che conclude:
«L'Italia è da sempre in prima fila nella battaglia per la moratoria sulla pena di morte nel mondo e in quella per il rispetto dei diritti delle donne: questa battaglia, oggi, passa anche per la vicenda di Kate».  La richiesta di asilo politico «Deve essere accolta senza indugi».

Penso che dovremmo essere tutti contenti e soddisfatti, per una volta.

Ma è sufficiente rileggere con un po' di attenzione gli articoli di giornale per vedere che c'è qualcosa che non va: la notizia viene data in modo contraddittorio, le date sono tutte diverse, gli anni di carcere cambiano continuamente, la sua religione non è chiara, non si capisce chi la sta condannando, se un tribunale o una persona o una famiglia.

Cerco di trovare chiarimenti sul web e scopro che sono molteplici i giornalisti web o i blogger che sostengono la tesi della buffonata o almeno della poca chiarezza, adducendo spesso dati e particolari che denotano una proponda conoscenza dell'Africa e della situazione in Nigeria, della sua storia e delle leggi vigenti. Anche il portavoce del presidente nigeriano smentisce quindi completamente la storia di Kate.
La storia di Kate appare quindi fondamentalmente falsa, cioè inventata o adattata alla sua situazione in modo da poter chiedere ed ottenere l'asilo politico in Italia.

Per avere una conferma scrivo una mail al Consolato italiano in Nigeria, chiedo chiarimenti e mi viene data una risposta molto breve, ma efficace:

"1) In Nigeria non esiste come pena di morte la lapidazione;
 2) La tizia non e’ mussulmana;
 3) Come tutte le prostitute che vengono rimpatriate venive presa all’aeroporto e messa in carcere."


Certamente la verità non è semplice da stabilire, vista anche la mia totale ignoranza in materia di Africa e Nigeria e la difficoltà ad avere informazioni precise.

Ma mi vengono in mente due riflessioni basilari che a mio avviso emergono dalla vicenda:

- Com'è possibile che il Ministro degli esteri italiano creda immediatamente alla storia raccontata da una ragazza nigeriana che sta scontando una pena per detenzione di stupefacenti e non creda al portavoce del presidente nigeriano? Crede sempre a tutti gli immigrati in carcere o solo ad alcuni? Ma non é stata la legge Bossi-Fini a inventare l'espulsione degli immigrati dal territorio italiano se colpevoli dell'incredibile "reato di clandestinità" e a prevedere addirittura il divieto di ingresso per chi è condannato per traffico di stupefacenti? In questo caso, perchè non vale la legge? Quanti immigrati avrebbero lo stesso diritto di asilo avendo gli stessi requisiti ma non se lo vedono riconoscere? Cosa rende questa ragazza speciale di fronte alla legge, forse la sua "visibilità mediatica"?

- Ma è possibile che un architetto, mandando due mail e spulciando qualche blog durante la pausa pranzo, venga a conoscenza di informazioni che smentiscono completamente la maggioranza dei giornali che parlano di questo argomento? E' sempre questo il grado di accuratezza e approfondimento di chi scrive intorno a questi fatti di cronaca?

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venerdì 5 agosto 2011

Sardegna Minore



Appena tornato dalla mia vacanza nella meravigliosa Sardegna, apro il sito del Corriere e trovo uno spettacolare filmato: il Sindaco di Alghero si sente in difficoltà, non sa come rilanciare il turismo e pensa di chiedere un consiglio ad un esperto ... Flavio Briatore.
Il manager del Billionaire di Porto Cervo spiega la sua ricetta: costi piú bassi per i trasporti, piú servizi, piú divertimento e piú "appeal" !

E' riuscito a parlare di turismo in Sardegna senza pronunciare mai la parola MARE !

Sono stato ad Alghero dieci giorni fa.
La crisi un po' si sente, ma la forza di attrazione della città è tale da reggere il colpo.
Alghero è una perla, una città bellissima, bastioni spagnoli ancora intatti, ristoranti e locali bellissimi, mare straordinariamente pulito e ricco di vita. Ma la cosa piu' significativa è che il suo turismo è "vero". La gente che arriva da tutto il mondo per affollare i suoi vicoli non lo fa perchè cerca la vacanza esclusiva, per ammirare e invidiare gli Yacht dei famosi e la presunta felicità di calciatori o veline nella patetica speranza di poterli conoscere o toccare o fotografare.
Ci va per mangiare il miglior pesce d'Italia, per esplorare i suoi magnifici fondali, per sentire il miglior Jazz del mondo in alcuni dei suoi locali, per godersi le mille sfaccettature della Sardegna.

Caro Briatore, esistono molte persone ( sempre di piú ? ) che amano le cose vere, la storia, l'arte, la conoscenza, il territorio, il suo cibo, il suo popolo, cose che la TV non potrà mai sostituire e puó a malapena cercare di raccontare; esistono molte persone che non vivono sognando di potersi permettere un giorno una bottiglia di Cristal al Billionaire, ma che amano e cercano disperatamente il turismo di qualità, rispettoso dei luoghi e della loro natura, della loro gente e delle loro storie, lontano il piú possibile dai finti VIP ( Very Important Person !!! ). Queste persone hanno trovato, per esempio, in Alghero e in tutta la Sardegna "minore" ( Bosa, Cabras, ... ) un'oasi di bellezza, di qualità, di rispetto e di dignità, dove i servizi sono piú che sufficienti per il loro turismo e dove il MARE è il padrone indiscusso.

Se l'idea di Briatore e del suo incauto sindaco è di trasformare Alghero nella nuova Porto Cervo, ci facciano la cortesia di ripensarci. Caro Briatore, non vogliamo i tuoi servizi, le tue discoteche, il tuo "appeal" !
Grazie comunque per aver pensato a noi...

C'è tuttavia un punto condivisibile del discorso di Briatore: il problema attuale della Sardegna è il trasporto. Si è pero' dimenticato di dire che il governo italiano ha appena svenduto la Tirrenia a degli armatori privati, Onorato ( Moby ), Grimaldi e Aponte, di cui nessuno è sardo, tagliando fuori deliberatamente la Regione Sardegna dalla società e impedendo quindi loro il controllo sui prezzi e sulle tratte. Il risultato è chiaro e si è già visto quest'anno, con Moby e Grimaldi Lines che fanno cartello e impongono dei rincari sui prezzi fino al 131 % rispetto allo scorso anno, stroncando la stagione turistica della Sardegna ( - 30 % ) e rendendola ancora di piú meta esclusiva dei ricchi.
L'operazione è stata gestita dal ministro Matteoli nel silenzio totale del Premier, grande amante della "sua" Sardegna, e ha spinto il governatore Cappellacci, creatura di Berlusconi stesso, a rinnegare il PDL.

Forse questa è tutto sommato una buona notizia.

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giovedì 26 maggio 2011

La Svizzera stoppa il nucleare



Forse dopo aver letto il mio post precedente, la Confederazione Svizzera ha deciso di effettuare la svolta sul nucleare.

O piu' probabilmente lo ha deciso dopo una seria analisi della situazione energetica mondiale, dopo una valutazione dei rischi e dei benefici legati allo sfruttamento delle diverse fonti energetiche, dopo una lettura dei dati ufficiali, dopo uno sguardo attento a cio' che il Giappone sta vivendo in questi mesi e dopo le imponenti manifestazioni pacifiche di Döttingen, nei pressi della centrale di Beznau, dello scorso fine settimana.

Le centrali esistenti funzioneranno fino al loro "esaurimento naturale", ma non saranno sostituite e non verranno costruite nuove centrali. L'ultima centrale, quella di Leibstadt, si spegnerà nel 2034. Da ora in poi tutti, governo federale, cantoni, aziende e privati cittadini dovranno infondere il massimo impegno in direzione delle fonti energetiche rinnovabili.

Come ospite della Confederazione Elvetica la notizia mi rende felice e fiducioso di fronte all'ennesima conferma di quanto la politica in questo paese sia civile, democratica, preparata e coraggiosa. La ex Presidente e attuale Ministro dell'energia Doris Leuthard ha dichiarato che "un governo deve governare, cioè prendere decisioni per il bene del Paese". Una frase ovvia, scontata per chi vive qui da sempre.

Come cittadino italiano la reazione è per l'ennesima volta di rabbia. Mi chiedo quando accadrà che saremo rappresentati da persone in grado di pronunciare queste parole, di rischiare la propria carriera e la propria vita ( immaginate gli interessi che stanno dietro alla realizzazione di una centrale nucleare e quali potrebbero essere le ritorsioni ) per fare fino in fondo la cosa piu' giusta per il bene del proprio popolo e non di un gruppetto di viscidi amici milionari.

L'Italia sta affrontando la strada del nucleare proprio quando i Paesi piu' avanzati del mondo stanno cambiando rotta. Ci sono due strade: accettare di non fare piu' parte, e da molti anni, della lista di quei Paesi e rassegnarci a condividere in futuro le scelte e i destini delle Nazioni da cui provengono i disperati che approdano sulle nostre spiagge, oppure cambiare radicalmente rappresentanza politica.

Non resta che il referendum, a mio avviso l'unica ancora di salvezza che è rimasta agli italiani di fronte a questo governo di incapaci e corrotti; unico strumento per dire legittimamente la nostra opinione a chi si prende gioco di noi. Il fatto che il governo stesso stia tentando in tutti i modi di boicottarlo non è che un motivo in piu' per andare a dire quello che pensiamo.

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martedì 10 maggio 2011

Battaglia...Nucleare!




Qualcuno che abbia studiato all'università di Modena dovrebbe spiegarmi dove e cosa insegna il prof. Franco Battaglia, nuclearista convinto ( e fin qua, con un po' di tolleranza, ci puo' pure stare... ), autore di un testo con un titolo che parla da sé ( "L'illusione dell'energia dal sole", prefazione di Silvio Berlusconi ) che, ospite alla trasmissione Annozero e travestito da Ciccio Graziani, ha detto delle cose irripetibili, degne dei revisionisti dell'olocausto, del tipo: "La decisione di eliminare la legge in modo tale che non si faccia il referendum [ sul nucleare ndr ] è una scelta molto oculata", oppure "Le cosiddette energie alternative, eolico e fotovoltaico, sono una colossale frode" sostenendo infatti che "il sole non brilla 24 h su 24h !!!" e infine che, proprio per questo motivo "il fotovoltaico incide nel mondo per lo 0,001%". Ma ecco la migliore: "I fatti di Chernobyl dimostrano che il nucleare è la tecnologia piu' sicura che c'è".

Ora, è sufficiente avere fatto la terza elementare per capire che cio' che sostiene questo signore è una teoria non scientifica, ma legata a degli interessi ( che sono evidentemente enormi ); sempre che, per esserne convinti, non si preferisca andare a gustarsi le foto e i filmati delle persone, animali e piante deformati dalle radiazioni di Chernobyl, oppure i recentissimi reportage da Fukushima, in cui si vedono le mucche e i cani che muoiono di fame a pochi km dalla centrale, in un territorio abbandonato da ogni essere umano, avvolto in un'atmosfera spettrale.

Ma senza insistere sull'analisi di un delirio interessato, passiamo a quelli che secondo me sono i punti veri della questione:

Si discute sempre della questione della sicurezza delle centrali nucleari. Ovviamente è una questione fondamentale. Personalmente mi sento infinitamente piu' sicuro adesso, con una centrale francese, tedesca o svizzera a 1 km da casa, rispetto a vivere con la consapevolezza che a Roma o a Milano o a Napoli si sta realizzando una centrale, magari riciclando le tecnologie vecchie dei francesi e affindando la costruzione ( e appunto la nostra sicurezza ) a qualche bella impresa di Casal di Principe.
Il Giappone non è l'Italia; non è neanche la Francia. Ci sono stato, due volte. I Giapponesi sono delle macchine, sono ossessionati dalla perfezione e dalla sicurezza, dal funzionamento, dall'efficienza. Lavorano sempre, migliorano sempre, è la loro "religione" ( kaizen ). Il Giappone è un paese infinitamente piu' avanzato e disciplinato della nostra Italia degli appalti truccati e della sabbia di mare nei pilastri. Qualsiasi sia il grado di sicurezza raggiungibile da una centrale nucleare, la drammatica storia di Fukushima dimostra inequivocabilmente che in caso di incidente ( e gli incidenti, ahimè, ci sono sempre ) la nostra vita è compromessa, quella dell'acqua e dei prati, degli animali, delle piante e quindi di nuovo la nostra.

Nessuno parla mai delle scorie. Saro' distratto, forse mi sono perso tutti i dibattiti e gli articoli di giornale che parlano di dove vanno a finire le scorie. E' come se stessimo vivendo tutti in una casa senza water e nessuno si ponesse per anni il problema di dove defechiamo. Penso che sono problemi da porsi, prima possibile.
Perchè nessuno ci racconta dove vengono stoccate le scorie francesi, che passano regolarmente in territorio italiano, in val di Susa? Non è che senza saperlo abbiamo sotto il naso, ovviamente senza saperlo, siti di stoccaggio di scorie francesi o di altri paesi? Ma se non le abbiamo noi, chi le ha? A pensarci bene, qualcuno le deve avere, sicuramente. E sono pericolose per sempre. ( Si stima che le scorie nucleari mantengano un grado elevato di pericolosità per circa 1 milione di anni ).

Il punto piu' interessante pero' a mio avviso è un'altro: per una serie di motivi e per merito di cittadini che nel 1987 avevano una visione decisamente piu' lungimirante dei mediocri amministratori che ci ritroviamo da 50 anni, l'Italia ha votato contro il nucleare, legittimamente, attraverso un referendum. Abbiamo una posizione di vantaggio rispetto a tutti gli altri paesi che hanno ottusamente investito sul nucleare e si stanno pentendo di averlo fatto. L'Italia deve puntare sulle energie alternative, perchè non ha alternative! Iniziare con il nucleare adesso è una scelta strategica stupida e rischiosa. L'Italia ha l'occasione di diventare leader mondiale nel settore energetico, proprio perchè non è legata al nucleare e potrebbe permettersi di investire su ricerca e innovazione in un settore sicuro, immediato, senza rischi. Ovviamente ponendosi tutte le domande del caso ( gestione degli impianti, eventuali scorie, problemi di copertura totale del territorio, ecc.. ) e dando delle risposte.

Non c'è niente di piu' bello, affascinante, avvenieristico, ecologico, economico, di una pala eolica. Come fecero gli olandesi o gli spagnoli del 1200 che riempirono i prati di mulini a vento, modificando per sempre il loro bellissimo territorio attraverso degli elementi "tecnici", che nel tempo sono diventati dei manufatti degni di essere tutelati, cosi dovremmo avere il coraggio di fare noi italiani. Non si capisce perchè sia tollerabile ogni sorta di costruzione abusiva a 1 metro dal mare lungo le nostre ( un tempo ) magnifiche coste, ogni svincolo inutile su cui far viaggiare i tir dell'est europa, ogni orripilante palazzina speculativa sulle colline abruzzesi, mentre sia uno scempio piantare un "albero" di metallo bianco che produce energia gratuita!

Fermiamo il nucleare sul nascere!

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martedì 3 maggio 2011

E chi è Pouillon?

Il bellissimo week end a Marsiglia è servito tra le altre cose a conoscere per la prima volta un architetto di cui avevo solo sentito parlare, Fernand Pouillon.
Lo nomina spesso Luigi Snozzi, ma ho sempre pensato che fosse uno dei suoi tanti amici, che cita ripensando a qualche chiacchierata o conferenza o serata passata assieme in qualche angolo del mondo. Si tratta in realtà di un'architetto, intellettuale e scrittore di grandissma qualità, maestro della costruzione in pietra, capace di realizzare edifici di incredibile bellezza e forza anche in città e contesti complicati, come Algeria e Iran.
Gli edifici del Vieux Port, del quartiere La Tourette e soprattutto la biblioteca dell'università Saint Charles, pur essendo contemporanei, si inseriscono perfettamente nel tessuto della "monocromatica" città della Provenza, facendosi impercettibilmente notare attraverso il loro rigore e la loro sobrietà. Sicuramente un'opera, quella di Pouillon, da approfondire in futuro. Ho trovato per ora soltanto una pubblicazione, Electa Moniteur, a cura di Bernard Félix Dubor.

Mi chiedo come sia possibile che uno studente di architettura a Venezia possa trascorrere 5 o 6 anni senza sentire nominare mai architetti come Pouillon e sia contemporaneamente costretto da improbabili insegnanti ( o dai loro figli !!! ) a studiare o copiare progetti di architetti di dubbie importanza e qualità, spacciati per geni.

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